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PNL

I presupposti della PNL

Hai tutte le risorse di cui hai bisogno per raggiungere il successo.. ma non lo sai!

Ebbene si, la PNL, e più precisamente uno dei suoi presupposti, ci dice che ognuno di noi ha dentro di sé tutte le risorse di cui ha bisogno, solo che non ne è consapevole.

Cosa significa questo più in profondità?

Molte persone possono essere limitate da ciò che pensano di sé stesse, e questo può creare falsi pensieri sulle loro capacità.

Questo presupposto offerto dalla PNL ci rende invece consapevoli che tutti noi possiamo operare profondi cambiamenti nella nostra vita raggiungendo gli obiettivi che ci prefissiamo accedendo alle risorse che abbiamo già a nostra disposizione.

Per fare questo basta richiamare tali risorse nel momento in cui ne abbiamo bisogno.

Quindi questo significa che tu hai le stesse possibilità di raggiungere i risultati che le cosiddette “persone di successo” ottengono?

Certo che si!

Tu hai dentro di te tutto ciò che ti serve e forse hai solo bisogno di qualcuno che ti aiuti ad accedervi.

I sistemi rappresentazionali AVK (auditivo, visivo, cinestesico)

I sistemi rappresentazionali dell’essere umano sono costituiti dai cinque sensi e vengono così denominati:

– sistema rappresentazionale VISIVO (vista)
– sistema rappresentazionale AUDITIVO (udito)
– sistema rappresentazionale CINESTESICO (sensazioni prodotte da: tatto, gusto, olfatto)
– sistema GUSTATIVO/OLFATTIVO (gusto/odorato)

Questi sono gli elementi fondamentali, i parametri strutturali della conoscenza umana. Attraverso questi sistemi percettivi si formano gli schemi del comportamento umano. Nella PNL, infatti, i cinque sensi sono molto di più che passivi recettori: le informazioni ricevute attraverso ciascun senso danno origine a processi comportamentali differenti.
Riguardo lo studio della struttura dei comportamenti la Programmazione Neurolinguistica si avvale soprattutto dei primi tre sistemi.

Percezione sensoriale e comportamento

Nella raccolta e nella elaborazione delle informazioni ogni sistema rappresentazionale agisce attraverso tre fasi:

1. input: raccolta delle informazioni e ricezione di feedback da parte dell’ambiente. La fase di input genera ciò che in PNL si definisce come stato interno: mentre vediamo, sentiamo, tocchiamo, gustiamo, percepiamo, o annusiamo qualcosa o qualcuno dentro noi si sviluppa un’emozione.

2. rappresentazione/elaborazione: questa fase comprende la costruzione della mappa dell’ambiente e l’instaurazione delle strategie comportamentali come l’apprendimento, la presa di decisioni, l’accumulo delle informazioni, ecc… La fase di rappresentazione/elaborazione in PNL è definita con il nome di processo interno: l’emozione suscitata ci porta ad elaborare un pensiero, un ragionamento o un atto istintivo.

3. output: è la trasformazione del processo di rilevamento rappresentazionale. La fase di output genera ciò che in PNL è definito col nome di comportamento esterno: L’elaborazione, istintiva o razionale, si traduce in un’azione: compriamo, mangiamo, corriamo, baciamo ecc…

La PNL considera pertanto gli atti del vedere, ascoltare o avere sensazioni come ‘comportamenti’. Lo è anche il ‘pensare’ che, se scomposto nelle sue parti costitutive, comprende specifici processi sensoriali come:

1. vedere mentalmente

2. ascoltare il dialogo interno 

3. avere sensazioni su qualcosa, ecc.

Ogni output è, normalmente, un atto:

1. microcomportamentale: movimento laterale degli occhi, cambio del tono della voce e del respiro;

2. macrocomportamentale: un litigio, una malattia, un calcio al pallone.

I ricercatori della PNL hanno dimostrato, che ognuno di noi possiede un senso maggiormente sviluppato che influenza sensibilmente il nostro comportamento.

In altre parole il sistema rappresentazionale predominante è, spesso, responsabile delle nostre scelte, dei nostri interessi e delle attività che intraprendiamo.

Se, per esempio, provassimo ad immaginare una mela…per alcuni l’elemento principale potrebbe essere il gusto o il profumo, per altri gli aspetti nutrizionali del frutto, per qualcuno il colore e la forma. Ciò dipende dal fatto di aver maggiormente sviluppato uno dei sistemi rappresentazionali. La PNL è in grado di individuare il sistema rappresentazionale di un soggetto mediante l’osservazione e l’analisi della comunicazione.

 

 

Il Meta Modello

Con il Meta Modello possiamo lavorare anche su piccole convinzioni limitanti, vediamo come:

Noi percepiamo la realtà con dei filtri, poi ce la raffiguriamo all’interno del nostro cervello in modo soggettivo. La nostra descrizione parte poi da questa raffigurazione soggettiva. In base alle informazioni delle nostre rappresentazioni soggettive e di quello che crediamo sia la realtà, fondiamo le nostre idee, i nostri stimoli e le rimozioni. 

Esistono dei veri e propri filtri che impediscono a noi tutti di vedere la realtà così come realmente è:

  • Vincoli neurologici (limite dei nostri sensi)
  • Sociali (dipendono dalla nostra educazione e convinzioni limitanti)
  • Individuali (Esperienze piacevoli e spiacevoli)

Vi sono poi le esperienze mentali (apprendimento, rimozione e creatività)

E infine gli Universali della Comunicazione, attraverso i quali formuliamo i nostri pensieri in parole:

  • GENERALIZZAZIONE: che nel senso positivo serve ad apprendere velocemente
  • CANCELLAZIONE: che nel senso positivo occorre per evitare di ripeterci su cose già apprese
  • DEFORMAZIONE: che nel senso positivo è necessaria per realizzare nuovi schemi mentali

Questi ultimi filtri possono tuttavia creare problemi nella comunicazione e nella nostra visione della realtà:

  • GENERALIZZAZIONE: possono creare convinzioni limitanti: “Sono stato bocciato, quindi non so studiare”
  • CANCELLAZIONE: possono generare i malintesi o realizzare ‘buchi’ nella comprensione delle esperienze: “Alla fine gli uomini sono tutti uguali”
  • DEFORMAZIONE: agiscono come distorsione della realtà a nostro svantaggio: “Sono certo che il mio capo non crede in me”

Con il Meta Modello noi possiamo scavare nella struttura profonda per recuperare informazioni importanti e ritrasformare le nostre convinzioni limitanti.

Annotazione importante: Attraverso le violazioni al Meta Modello si possono creare elementi tossici nella comunicazione, che a loro volta alimentano il conflitto:

  1. AVERE ASPETTATIVE
  2. FARE GIUDIZZI
  3. FARE PARAGONI

Se ci liberiamo da questi elementi tossici otteniamo la libertà di perseguire la nostra unicità

Andrea a questo punto effettua un esercizio dimostrativo partendo da una frase che rileva una possibile convinzione. L’esempio portato dal cliente nella dimostrazione parte dall’affermazione: “Quando sarò uscita avrò capito qualcosa” (Struttura superficiale). 

Andrea: Cosa significa per te capire?

Cliente: Posso utilizzare quello che ho sentito.

Andrea: Cos’è che specificamente vorresti utilizzare?

Cliente: Il Meta Modello

Andrea: Cosa significa per te poter utilizzare il Meta Modello? 

Cliente: Migliorare la mia comunicazione.

Andrea: Che cosa significa per te migliorare?

Cliente: Capire qualcosa di me stessa.

Andrea: Che cosa significa per te comunicazione?

Cliente: Entrare in relazione con gli altri

Andrea: Quindi è possibile che sia importante per te cambiare qualcosa di te stessa nella relazione con gli altri?
Cliente: E’ vero, ciò che realmente serve è migliorare la relazione con gli altri cambiando me stessa (Struttura profonda)

Cosa è cambiato?
L’esploratrice ha consapevolizzato il proprio pensiero che, dalla Struttura Superficiale: “Quando sarò uscita avrò capito qualcosa” (Struttura superficiale) diventa: “Ciò che realmente serve è migliorare la relazione con gli altri cambiando me stessa” (Struttura profonda).

Le ancore

In PNL l’ancoraggio si riferisce ai processi di associazione interni che si attuano attraverso l’influenza di stimoli esterni e che agiscono attraverso gli organi di senso sulla mente emotiva degli individui.

L’ancoraggio è un processo simile a quanto già provato da Pavlov attraverso il condizionamento del comportamento animale. La salivazione dei cani di Pavlov era ottenuta associando sistematicamente il suono di un campanello al momento della distribuzione di cibo. La sua scoperta fu poi quella di dimostrare che, dopo una serie di condizionamenti, il cibo poteva non essere più presente ma la salivazione nell’animale avveniva ugualmente in conseguenza del suono del campanello. Lo stimolo-risposta è un aspetto del comportamento che non dà luogo a possibilità di scelta. Coloro che assumono un ancoraggio non possono scegliere un comportamento differente da quello ‘installato’.

In PNL questo tipo di condizionamento è stato esteso a tutti gli atti del comportamento. Ad esempio, un’immagine può suscitare un’emozione interna, così come una musica, un sapore, un odore e così via. Toccarsi una gamba, utilizzare una particolare tonalità di voce, pensare ad immagini particolari ed altro ancora, possono rappresentare atti di ancoraggio che un qualsiasi soggetto è in grado di produrre in se stesso o in qualcun altro, allo scopo di generare precisi stati emozionali interni.

La metafora dell’ancora marinara è significativa. L’ancora di una barca viene fissata dall’equipaggio stesso al fine di tenere stabile l’imbarcazione, impedendone il movimento indesiderato e facendo in modo che il natante rimanga nell’area stabilita. Estendendo l’analogia, una barca può essere considerata come il centro della nostra coscienza nell’oceano delle esperienze della vita. Le ancore segnano i punti che ci aiutano a trovare particolari ricordi nel mare delle nostre esperienze e ci forniscono gli elementi necessari per prendere le opportune decisioni.

Il processo di fissaggio di un’ancora riguarda l’associazione di due esperienze nel medesimo tempo. Nei modelli di condizionamento comportamentale, le associazioni diventano molto potenti quando ripetute più volte nel tempo. Ripetere le associazioni può infatti servire a rafforzare una stessa ancora. Ad esempio, noi possiamo chiedere a qualcuno di rivivere il ricordo di un’esperienza  nella quale era creativo e produrre una piccola pressione in una qualsiasi parte del corpo nel momento in cui il soggetto sta effettivamente ricordando. Al termine, lo stesso tipo di pressione produrrà nel soggetto il ricordo dello stato di creatività.

Le relazioni

Quanti tipi di relazioni abbiamo?

Relazioni tra persone, con il nostro lavoro, il cibo, la natura, con tutto ciò che ci circonda.

La relazione, diceva Gregory Bateson, viene prima di tutto.

Cosa significa?

Partendo da uno stato di benessere, la prima cosa cui dobbiamo pensare è la relazione con ciò che ci circonda e con ciò che noi facciamo quotidianamente.

La qualità delle relazioni è indicatore della qualità della nostra vita, più noi realizzeremo relazioni di qualità, più la nostra vita si potrà dire di qualità.

La relazione può essere di tre tipi:

Univoca La relazione se non evolve si stabilizza in “parassitaria” e crea dipendenza.

Reciproca La relazione se non evolve si stabilizza in simbiotica, creando anche qui dipendenza (bisogno uno dell’altro).

Creativa La relazione sviluppa un valore aggiunto utile su più fronti e crea indipendenza.

Le Sub-Modalità

“Ricordare” è l’anagramma di: ‘ridare al cuore’, ossia restituire le emozioni che appartenevano a quel determinato evento vissuto.”

La percezione della realtà spesso è distorta dal punto di vista nella quale si è vissuta l’esperienza. Questo succede perché alcuni eventi del passato suscitano ancora in noi timori e paure. Il ricordo dell’evento che ha causato e che causa l’emozione negativa, rimane nella nostra mente e influenza il modo in cui viviamo la quotidianità. 

I ricordi si costituiscono di percezioni vissute durante la loro memorizzazione. Ogni organo di senso umano possiede, nella propria gamma di percezioni, uno spettro di infinite possibilità: dal bianco al nero, dall’acuto al grave, dall’amaro al dolce, dal soffice al duro, dall’umido al secco. Queste percezioni ci forniscono le sfumature che compongono la realtà che ci circonda. In PNL queste modalità di interpretazione si definiscono con il nome di ‘submodalità’ e sono caratteristiche di tutti e cinque i sensi umani.

Da uno studio riportato nel libro ‘Intelligenza emotiva’ di Daniel Goleman si legge che l’essere umano tende ad aumentare la propria percezione sensoriale nell’istante in cui viene a conoscenza di particolari inediti e questo accade per via di una naturale tendenza del nostro cervello a valutare un probabile pericolo nella novità. Ciò valeva per i nostri antenati migliaia di generazioni fa, i quali dovevano difendersi dai pericoli insiti nella natura che li circondava e vale per noi oggi nei riguardi dei pericoli della società. 

La curiosità contribuisce ad amplificare il particolare nuovo presente nell’evento ed è quest’ultimo poi a stravolgere l’interpretazione della realtà di tutti i giorni. Quando, ad esempio, si parla di fobie si assiste a un vero e proprio squilibrio delle rappresentazioni nelle submodalità che compongono un particolare ricordo e che determina in seguito una vera e propria recidività.

Il nostro inconscio elabora i fatti che avvengono nelle nostre esperienze quotidiane seguendo programmi mentali precostituiti e che si rifanno al ‘materiale’ di cui dispone il nostro bagaglio esperienziale. Non c’è quindi da stupirsi se siamo circondati da stranezze nel comportamento umano. Il nostro cervello apprende informazioni a getto continuo, non si spegne mai e noi non siamo in grado di decidere quando registrare e quando non farlo. Semplicemente registriamo, quello che poi accade di seguito sarà influenzato da ciò che abbiamo appreso. 

Stato C.O.A.C.H. e Inner Game

Stato COACH e INNER GAME

Ogni persona quando affronta una prova sportiva e non, deve in realtà misurarsi con due avversari: uno è quello fuori nella realtà dello sport e l’altro siamo noi stessi.
Ma quale parte di noi stessi andiamo a sfidare? Quella parte che è gestita dalla mente e che ci porta a non essere sufficientemente fiduciosi in noi stessi, quella parte che si compone anche di una serie di condizioni limitanti che ci impediscono di raggiungere degli obiettivi.

 

 

 

Practitioner e master in PNL Sistemica, cosa sanno fare?

Cosa vuol dire practitioner? Cosa vuol dire master?

Diamo qualche delucidazione su questi termini.

Practitioner vuol dire praticante.

Chi ha acquisito il titolo di Practitioner è considerata una persona che pratica la PNL nella propria vita, significa avere portato dentro di sé quei contenuti che si sono trasformati in stile di vita in modo di rappresentarsi nella quotidianità, un modo efficace di comunicare, di gestire e considerare le proprie emozioni, di pensare al proprio futuro e via dicendo…

Un Practitioner ha una capacità di percepire la realtà molto più ampia di quanto possa avere una persona che non è educata a questo genere di comportamenti.

Avere il controllo sulle proprie azioni, sui propri comportamenti e non esserne piuttosto schiavo, nella fattispecie quando uno dice “io non ci posso fare niente perché sono fatto così”.

Il livello Master implica una capacità ulteriore, ovvero quella di prendere consapevolezza sulle proprie convinzioni limitanti per comprendere appunto la potenzialità che c’è in ognuno di noi. Quindi se io mi rendo conto che rispetto un obiettivo mi dico esserne incapace perché non credo nella possibilità che io possa diventare ricco, in buono stato di salute, leader, ecc.. questo è argomento da Master.

Un Master ha questa capacità quindi di cambiare le proprie convinzioni limitanti, ed è in grado di intervenire nel proprio sistema di valori. I valori non sono granitici, i valori cambiano con il contesto e si possono avere giustamente dei valori in un certo momento della vita e averne altri in altri momenti.

Un Master deve avere chiara la propria missione di vita, deve essere capace di guardare dentro di sé e di riuscire a comprendere in che modo possa realizzarsi al meglio e comprendere in che modo possa essere in grado di raggiungere la libertà interiore, e di conseguenza anche quella esteriore.

Differenza tra PNL Classica e PNL Sistemica

-PNL Classica nasce negli anni ’70 e basata sul modellamento, ideata da Richard Bandler e John Grinder analizzando ciò che persone eccellenti facevano e in che modo ottenevano risultati migliori di altre persone in ambiti simili.

Esempio: Milton Erickson era uno psicoterapeuta che, a differenza di altri con la stessa preparazione tecnica, otteneva risultati incredibili.

-PNL Seconda Generazione, nata verso la metà degli anni 80 e di cui un personaggio di spicco è Tony Robbins, famoso motivatore Coach di personaggi famosi e Presidenti americani.

La PNL di Seconda Generazione porta il modellamento che fino ad allora era stata applicato solo alla psicoterapia, anche ad ambiti diversi: Sport, Business, Comunicazione, ed in quegli ambiti dove la singola persona poteva eccellere.

La PNL di Seconda Generazione era ed è tuttora basata sullo sviluppo del singolo individuo.

-Alla fine degli anni 80 Robert Dilts crea la PNL di Terza Generazione, detta anche Sistemica, una visione olistica che prende in considerazione non solo l’individuo ma anche il sistema a cui appartiene..

In PNL Sistemica non basta che solo una persona possa avere risultati eccellenti, ma che a beneficiarne sia anche il mondo che la circonda.

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